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𝗟'𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗘 𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔: 𝗔𝗗𝗛𝗗: 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮, 𝗲𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲
L’Ordine ha organizzato una Tavola Rotonda che si svolgerà:
📅 lunedì 4 dicembre
⏰ alle ore 20
📍 presso l’Auditorium della Basilica Santa Maria degli Angeli (via Cernaia, 9).
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮:
𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
Dott. Emilio Croce: Presidente Ordine Farmacisti Roma
𝗖𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮
Dott. Filippo d'Alfonso: Presidente dell'Associazione farmacisti divulgatori
𝗥𝗲𝗹𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶
▪️Dott. Pietro De Rossi
𝘗𝘴𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘵𝘳𝘢, 𝘔𝘋, 𝘗𝘩𝘋, 𝘜𝘯𝘪𝘵à 𝘥𝘪 𝘕𝘦𝘶𝘳𝘰𝘱𝘴𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘵𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘪𝘯𝘧𝘢𝘯𝘻𝘪𝘢 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘢𝘥𝘰𝘭𝘦𝘴𝘤𝘦𝘯𝘻𝘢, 𝘐.𝘙.𝘊.𝘊.𝘚. 𝘖𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘗𝘦𝘥𝘪𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘰 𝘉𝘢𝘮𝘣𝘪𝘯𝘰 𝘎𝘦𝘴𝘶', 𝘙𝘰𝘮𝘢
▪️Dott. Giuseppe Nicolò
𝘋𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘋𝘪𝘱. 𝘚𝘢𝘭𝘶𝘵𝘦 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘱𝘢𝘵𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘈𝘚𝘓 𝘙𝘮 5
▪️Cristina Lemme
𝘗𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘈𝘋𝘏𝘋 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘦 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰
▪️Serena Pascucci
𝘝𝘪𝘤𝘦𝘱𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘈𝘋𝘏𝘋 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰
▶Interverrà l’Assessore Massimiliano Maselli
𝘈𝘴𝘴𝘦𝘴𝘴𝘰𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭'𝘪𝘯𝘤𝘭𝘶𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪𝘻𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘙𝘦𝘨𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘓𝘢𝘻𝘪𝘰
🌐 Per motivi organizzativi, preghiamo di voler confermare la partecipazione a mezzo mail⤵
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𝟱𝟬 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗜𝗦𝗖𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗟𝗟'𝗔𝗟𝗕𝗢
Si è tenuta ieri mattina al Nobile Collegio Chimico Farmaceutico ai Fori Imperiali l’ormai tradizionale Festa della Professione promossa e organizzata dall’Ordine dei Farmacisti di Roma per conferire le medaglie d’oro ai colleghi che hanno toccato il prestigioso traguardo di #50 anni di iscrizione all’Albo e le medaglie d’argento a coloro che ne contano #40.
La manifestazione, voluta per celebrare i valori della professione farmaceutica, rinsaldando al contempo i vincoli di colleganza nella comunità professionale, è stata aperta dal saluto di benvenuto del presidente Emilio Croce e dalla sua consueta ricognizione sui principali avvenimenti dell’ultimo anno, tra cui la costituzione di una Fondazione, che il consiglio ha ritenuto opportuno intestare al compianto GiacomoLeopardi, Presidente del nostro Ordine dal 1972 al 2002. [...]
continua a leggere il comunicato al seguente link ![]()
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𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲, 𝗶𝗻 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗶𝗮 𝗲... 𝗮 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼
Diverse le iniziative assunte da Federfarma Roma e dall’Ordine provinciale dei farmacisti della Capitale in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebrerà sabato25 novembre, con l’obiettivo di concorrere a sensibilizzare, a testimoniare e a ricordare la gravità di un fenomeno che ogni giorno costringe le cronache a occuparsi di maltrattamenti, abusi e femminicidi, punta di un iceberg che sotto il pelo dell’acqua nasconde una realtà di discriminazioni e disuguaglianze di genere drammaticamente estesa.
Il brutale e tragico episodio di violenza che nei giorni scorsi ha monopolizzato le prime pagine di giornali e notiziari televisivi, lasciando sgomenta l’intera opinione pubblica, è l’ennesima conferma – ma davvero non ve ne sarebbe stato bisogno – dell’esistenza di un problema enorme, drammatico e forse fin qui non sufficientemente contrastato, che potrà trovare soluzione soltanto se finalmente verranno poste in essere le dieci contromisure da tempo indicate da UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’empowerment femminile.
Vale certamente la pena ricordarle in quest’occasione: 1) rompere la cortina di silenzio che spesso circonda le sopraffazioni di genere e che garantisce l’impunità agli autori delle violenze, Parlare è il primo, fondamentale passo per essere aiutate; 2) riconoscere il problema e i segnali della violenza contro le donne, che è proteiforme e ha molte facce: può essere fisica, sessuale, emotiva, pubblica, privata, online, offline, subita da uno sconosciuto, da un partner o da un familiare, sempre con gravi conseguenze sulle donne che la subiscono. Ci sono alcuni segnali comuni che sfanno capire chi subisce abusi. Chi è vittima di violenze riceve messaggi molesti dal partner, non ha accesso alle finanze o ai processi decisionali della famiglia, ha paura del proprio partner e cerca di compiacerlo. Quasi sempre, poi, manifesta cambi di personalità nel comportamento e nell’aspetto fisico ed è incapace di soddisfare quelli che erano prima il suoi bisogni, mentali, fisici e psicologici. 3) denunciare le molestie sessuali, che per molte donne sono un’esperienza quotidiana. Abusi comuni come il bullismo online, i fischi, i commenti sessuali – se non contrastati – aiutano a rafforzare i pregiudizi e gli stereotipi della misoginia, contribuendo a una cultura dell’impunità. La risposta è denunciare sempre le molestie; 4) sfidare le convinzioni sulla mascolinità tossica che guida la violenza contro le donne e che si esprimono enfatizzando tratti come l’aggressività, la forza e il controllo, denigrando la sensibilità e altri tratti tradizionalmente associati alla femminilità. Sfidare queste convinzioni in ogni ambito è fondamentale: 5) finanziare le organizzazioni femminili, investendo nei movimenti delle donne, fattori cruciali per guidare il cambiamento delle politiche sulla violenza di genere ma spesso messe a tacere negli spazi decisionali. Aumentare i finanziamenti a lungo termine alle organizzazioni per i diritti delle donne è fondamentale per trovare soluzioni efficaci; 6) risposte e servizi migliori per le donne che subiscono violenza rappresentano una risposta che può fare la differenza: i rifugi, la consulenza e tutto il supporto per chi ha subito violenza di genere devono essere disponibili per chi ne ha bisogno, anche durante le crisi e le emergenze; 7) avere più dati per capire il problema della violenza di genere e combatterlo efficacemente, anche sul terreno delle misure di prevenzione. Per questo è indispensabile la raccolta di dati pertinenti per conoscere al meglio il fenomeno; 8) fare pressioni sui pubblici decisori per avere leggi più forti in grado di sviluppare meccanismi di protezione più efficaci per prevenire ed eliminare la violenza, le molestie, le minacce, l’intimidazione e la discriminazione contro le donne. Indispensabile, al riguardo, un’azione sui governi per indurli a rafforzare i quadri giuridici e ad aumentare la consapevolezza sulle lacune; sostenere la leadership delle donne, la cui rappresentanza negli spazi decisionali aiuta a garantire che i loro bisogni siano messi in primo piano, al centro; 10) costruire la solidarietà con altri movimenti, dal momento che la violenza contro le donne è intrinsecamente connessa ad altre forme di discriminazione e ingiustizia, tra cui il razzismo, l’omofobia, la xenofobia, l’abilità, la povertà e il cambiamento climatico. Impegnarsi e lottare insieme può amplificare le richieste dei movimenti delle donne in tutto il mondo e spingere in avanti per porre fine alla violenza.
Il “decalogo” di UN Women appena richiamato aiuta a comprendere quanto ampio sia lo spazio d’azione di cui dispongono i farmacisti – in particolare quelli che operano nelle farmacie di comunità – per contribuire a contrastare la violenza contro le donne: il rapporto fiduciario e il contatto continuo con la popolazione, specie femminile, offrono infatti la straordinaria possibilità di offrire un proprio fattivo contributo per contrastare la violenza di genere, contributo che può essere ulteriormente amplificato partecipando a iniziative mirate di associazioni, gruppi di ascolto e istituzioni.
Tornando alle diverse iniziative programmate da Ordine e Federfarma Roma per la giornata contro la violenza sulle donne, va ricordato lo spettacolo teatrale dal titolo Amate da morire, che verrà rappresentato venerdì 24 novembre al Teatro Torlonia (via L. Spallanzani 1), iniziativa realizzata in collaborazione con Eleonora Murino, presidente della sezione romana di Farmaciste Insieme (RIFday ne aveva già riferito qui). Dopo lo spettacolo, è previsto un dibattito sul tema della violenza sulle donne a cui prenderanno parte alcuni rappresentanti delle istituzioni. I proventi della serta saranno destinati all’associazione Differenza donna, che si occupa di far emergere, conoscere, combattere e prevenire la violenza di genere
La soirée teatrale con dibattito non è però l’unica iniziativa assunta dagli organismi professionali: nella giornata del 25 novembre le farmaciste e i farmacisti lavoreranno indossando sui propri camici un’apposita spilletta che raffigura le scarpe rosse, da sempre simbolo delle iniziative a tutela delle donne. Un gesto simbolico che assume un particolare significato di solidarietà e di impegno concreto a fianco delle donne vittime di violenza di qualsiasi genere.
“La nostra attenzione alla valutazione del fenomeno è particolarmente alta” sottolinea Emilio Croce, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Roma, “in quanto la platea dei nostri iscritti è costituita dal 70% da donne su base locale, mentre a livello nazionale la percentuale sale al 71,23%. Nonostante l’impegno delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei media, dell’opinione pubblica nei confronti dei reati di genere, le donne non si sentono sufficientemente tutelate”.
“Le farmacie hanno risposto con grande impegno e sensibilità a queste iniziative consapevoli di quanto sia importante dare il nostro contributo” aggiunge Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma (nella foto qui a lato). “Proprio l’ascolto e la vicinanza ai problemi delle persone sono aspetti che caratterizzano la nostra professione. In questo caso il problema ci tocca ancora più da vicino forse perché il personale che lavora in farmacia è in prevalenza formato da colleghe donne”.
“Abbiamo realizzato queste iniziative per cercare di dare, tramite le farmacie pubbliche e private e l’impegno delle farmaciste e dei farmacisti, un contributo concreto per combattere questo fenomeno che è diventato purtroppo una vera e propria emergenza sociale” – conclude Giuseppe Guaglianone, vicepresidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma (nella foto). “Per questo abbiamo coinvolto associazioni e istituzioni che sono impegnate ogni giorno in prima linea e che svolgono un compito davvero difficile che va promosso e sostenuto”.
[fonte: RIFDAY]
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